Nel 1988, lo psicologo Joel Norris, autore di "Serial Killers", ha identificato e descritto 7 fasi psicologiche che un assassino seriale attraversa nella sua mente nel periodo che intercorre tra un omicidio e l'altro - Periodo di Riflessione.

La prima di queste fasi viene definita "Fase Aura" ed è una componente di un processo dissociativo.

Lo stato dissociativo è uno stato della mente "oltre la fantasia", in cui il killer ha attraversato i confini che separano l'immaginazione dalla realtà.

Questa "fase di iper fantasia " è sopraggiunta attraverso un processo graduale di ritiro dalla realtà attraverso anni di ripetizioni ed elaborazioni di fantasie con temi specificamente violenti come l'omicidio, lo stupro, la vendetta, il controllo, la mutilazione, il cannibalismo, e la possessione. Durante la sua infanzia e l'adolescenza, il futuro assassino affronta timidi viaggi esplorativi in questo territorio, che si manifestano in atti di crudeltà verso gli animali, il bullismo sui compagni, appiccando incendi, e piccoli reati.

Per la maggior parte dei bambini, queste incursioni nella violenza oltre la mera fantasia, conducono a risultati molto scoraggianti e sgradevoli. Queste conseguenze spesso servono a dissuadere il bambino da esternare nuovamente queste fantasie - e spesso cancella la fantasia eliminandola completamente per il resto della vita. Ma per una piccola minoranza di bambini, questi "viaggi" si traducono in una certa attenuazione del livello di stress e paura, soddisfazione e piacere, e che lasciano al bambino la voglia di averne di più - soprattutto se il bambino è sotto continuo stress ambientale. Queste fantasie sono spesso accompagnate da masturbazione compulsiva, che crea un legame tra fantasie e impulsi sessuali.

Questi bambini si aggrappano alle loro fantasie violente nella loro adolescenza e età adulta, e ad un certo punto imprecisato varcano la soglia in cui non sanno più o non sono consapevoli della differenza tra fantasia e realtà. Non sono più consapevoli che i pensieri che stanno avendo si sono originati nella fantasia. Realtà e fantasia si sono amalgamate e la persona si dice che sia in stato dissociativo.

Il processo dissociativo può durare da poche ore a un paio di mesi prima che alcuni stress - stressatori - insieme a facilitatori facciano sì che la persona "scatti" ed inneschi un manifestazione di una fantasia violenta.

Il fattore di stress può essere il culmine di problemi a lungo termine accumulati - come ad esempio un cattivo matrimonio - o un episodio improvviso e spesso minore - come un commesso maleducato in un negozio o il rifiuto di una donna avvicinata in una discoteca.

La "Fase Aura" rappresenta quel momento del passaggio da fantasia a processo dissociativo, in cui vi è un ritiro dalla realtà e un innalzamento dei sensi.
E' il momento in cui per l'assassino suoni e colori diventano più vividi, gli odori sono più intensi, e talvolta anche la sua pelle può diventare sensibile alla minima pressione.

Il killer è ignaro di eventuali stimoli esterni e reagisce solo a stimoli invisibili che solo lui può sperimentare e capire.

La fantasia è ora prolungata, interamente compulsiva, e domina completamente ogni pensiero e azione dell'assassino.

Nulla può fermare l'assassino in questa fase - nessuna minaccia di punizioni, leggi, paura della morte, la morale, la religione, usi e costumi o tabù - tutte queste cose diventano prive di significato per il serial killer, così come la vita della persona che sta per uccidere.

Una volta che il serial killer entra nel processo dissociativo, si passa alla fase successiva.

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