Negli articoli precedente di questa serie, abbiamo introdotto quella che viene considerata l'età dell'oro degli omicidi seriali - tra il 1970 e il 1999 - e di come fattori storici come la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale, combinati con l'affermarsi all'interno della cultura americana di riviste che celebravano la cultura dello stupro abbiano potuto avere un'influenza sulll'ondata di serial killer di quel periodo, composta principalmente da persone cresciute negli anni 40 e 50 del XX secolo.

Sappiamo che i problemi comportamentali negli adulti sono spesso il risultato di traumi infantili. 

Che si tratti di serial killer, ladri o tossicodipendenti, le famiglie distrutte producono bambini distrutti che crescono per essere adulti distrutti.

In un'altra serie dal titolo Evoluzione e Origini del Crimine - sempre presente su questo blog - abbiamo potuto concentrarci sulla comprensione del comportamento umano in relazione ad atti criminali o reati.

Basandosi su modelli di conflitto animale, sul perché gli animali si combattono l'un l'altro, e applicandoli alla rabbia umana, all'aggressività umana, e alle dispute tra umani, si può notare come gli stessi comportamenti sono definiti    crimini dal codice legale in diverse culture della società umana.

Atti come l'omicidio, l'aggressione, lo stupro o l'aggressione di gruppo, esistono da molto tempo prima dei codici legali e sono presenti in tutto il regno animale.

Se è quindi possibile comprendere le radici di questi comportamenti, le loro cause in termini evolutivi, è possibile ottenere una conoscenza molto più chiara, non solo sul tipo di reato, ma anche su come è possibile prevenirlo.


Riassumendo possiamo dire che gli homo-sapiens di 300.000 anni fa dovevano soddisfare quattro esigenze per poter sopravvivere come cacciatori e raccoglitori:


  • fuggire
  • combattere
  • nutrirsi
  • riprodursi

Se non ci fossimo impegnati, la nostra specie non sarebbe sopravvissuta. Abbiamo imparato a combattere e a difenderci, a procacciarci il cibo ed abbiamo imparato a riprodurci per portare avanti i nostri geni.

Tuttavia, circa 15.000 anni fa iniziammo a sviluppare l'agricoltura, vivendo in gruppi e città. Dovendo vivere l'uno con l'altro, i nostri istinti violenti dovevano essere inibiti.

Si formò così la società umana, una comunità organizzata, stanziata in un territorio definito, tendente all'autosufficienza economica, composta da individui che condividono una stessa cultura, che sono coscienti della loro identità e continuità collettiva e che stabiliscono fra loro rapporti e scambi più intensi rispetto a quelli stabiliti con membri di altre collettività.

Il contratto sociale è alla base della nascita della società che sostituisce lo stato di natura, in cui gli esseri umani vivono in una condizione di instabilità e insicurezza per la mancanza di regole riguardo a quelli che sono i loro diritti e doveri.

E' un contratto tra governati e governanti, che implica obblighi precisi per ambedue le parti. In questa concezione il potere politico si fonda su un contratto sociale che pone fine allo stato di natura, segnando l'inizio dello stato sociale e politico.

Accettando spontaneamente le leggi che vengono loro imposte, le persone perdono una parte della loro assoluta e (potenzialmente) pericolosa libertà per assicurarsi una maggiore tranquillità e sicurezza sociale.

Secondo Peter Vronsky, autore di Sons of Cain: A History of Serial Killers from the Stone Age to the Present, quello che succede con i serial killer è che non essendo propriamente socializzati hanno istinti sia sovrasviluppati che non sufficientemente inibiti.

L'istinto, o comportamento innato, è la tendenza intrinseca di un organismo ad eseguire o mettere in atto un particolare comportamento automatico, cioè non frutto di apprendimento né di scelta personale. L'istinto ha un rapporto piuttosto rigido con ciò che desidera e a cui mira, difficilmente ottenendo soddisfazione da un oggetto diverso.

Caratteristiche peculiari dell'azione istintiva sono la mancanza di basi derivanti da esperienze passate, ma sembra essere un comportamento innato dell'animale, come se derivasse da una caratteristica insita nel suo patrimonio genetico, e che viene compiuta in modo del tutto analogo da diversi individui, spesso senza che ne sia chiaro lo scopo. Esempi di comportamento istintivo sono le migrazioni degli uccelli, l'attrazione sessuale umana ed animale, gli stessi meccanismi della nostra vita sociale.

Se guardiamo l'esperienza formativa di un bambino durante l'infanzia, possiamo sicuramente vedere come la loro natura sia più "selvaggia". I bambini sono un po' animaleschi in questa fase della crescita: si mordono, litigano, si spintonano. Hanno un istinto primitivo riassumibile con la frase "Lo voglio adesso". Sono tendenzialmente egoisti e alla ricerca della loro posizione all'interno della struttura sociale.

Buona genitorialità, infanzia felice e stabilità ambientale, sono tutte cose che ci allontanano da quegli istinti violenti e/o ci insegnano a inibirli.

Le persone lasciate indietro, diventano una specie di giocatori violenti nella nostra società. Non sono necessariamente serial killer, ma sono persone che perpetrano la violenza oltre la propria necessità di autoconservazione.

Dobbiamo quindi guardare e comprendere appieno il meccanismo di socializzazione di un bambino per comprendere dove si innesca il problema dei serial killer in fase di sviluppo.

Ma di questo parleremo nel prossimo articolo.

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