"La gente comune non pensa come un serial killer. Loro non hanno cognizione di quello che accade nella mente del killer, di come lui agisca." 

 - Richard Ramirez -
Il cacciatore della notte
Negli ultimi 3 anni, i lettori di questo blog hanno potuto osservare l'efferatezza degli omicidi perpetrati a Whitechapel nel 1888 per mano del serial killer noto come Jack lo Squartatore.

Sebbene non sia il primo serial killer della storia, è di sicuro il primo dell'era moderna ed il primo ad avere una copertura mediatica internazionale delle indagini. Nonostante sia uno dei più famosi serial killer della storia, il motivo all'origine della sua ferocia è ancora ignota quanto la sua identità.

Cosa passa nella mente di questa categoria di assassini? Chi sono?

Il serial killer - o assassino seriale - è un pluriomicida di natura compulsiva, che uccide persone spesso totalmente estranee con una certa regolarità nel tempo e con un modus operandi caratteristico. La natura compulsiva dell'azione, talvolta priva di movente, è in genere legata a traumi della sfera emotivo-sessuale.

Per il 90% dei  casi, il serial killer è di sesso maschile e l'omicidio comprende un grande coinvolgimento fisico e ciò include quindi armi bianche, armi da fuoco, o comunque qualsiasi oggetto che possa essere utilizzato come arma.

"Finì nel pentolone, come le altre due (…); ma la sua carne era grassa e bianca: quando fu disciolta vi aggiunsi un flacone di colonia e, dopo auna lunga bollitura, ne vennero fuori delle saponette cremose" 

 - Leonarda Cianciulli -
La saponificatrice di Correggio
Le assassine seriali - come  Aileen Wuornos,  Erzsébet Báthory, Leonarda Cianciulli, Amelia Dyer, per citarne alcune - sono considerate delle vedove nere, cioè donne che uccidono prevalentemente per ragioni economiche o di profitto e che preferiscono avvelenare o strangolare le loro vittime.

Le motivazioni psicologiche dei serial killer possono essere estremamente diverse, ma in buona parte dei casi sono legate a pulsioni verso l'esercizio del potere o a pulsioni sessuali, soprattutto con connotazioni sadiche.

La psicologia del serial killer è spesso caratterizzata da una sensazione di inadeguatezza e da un basso livello di autostima, legati talvolta a traumi infantili oppure ad una condizione socio-economica particolarmente deprimente.

Spesso sono stati maltrattati da bambini sia fisicamente, sia psicologicamente, sia sessualmente. Da questo potrebbe derivare una vicina relazione tra gli abusi subiti durante l'infanzia, i loro crimini e lo sviluppo di parafilie.

Alcuni serial killer tuttavia non sembrano essere soggetti a nessun tipo di abuso durante l'infanzia anche se possono non essere stati riconosciuti e ceduti per l'adozione, o sono solo passati di parente in parente, creando il sentimento e la sensazione di non essere desiderati e senza radici, come ad esempio Ted Bundy o Charles Manson o Gerald Stano.

È spesso impossibile sapere esattamente cosa sia successo durante l'infanzia di ognuno, così alcuni killer possono negare di aver subito abusi, mentre altri possono ingiustamente dichiarare proprio di aver subito abusi; in tal modo sperano di catturare la compassione delle altre persone e dire agli psicologi ciò che desiderano sentirsi dire.

"Mi piacciono i bambini, sono gustosi"

 - Albert Fish -
Il Maniaco della Luna
Il crimine costituisce in questi casi una fonte di compensazione da cui trarre una sensazione di potenza, di riscatto sociale. Queste sensazioni possono derivare sia dall'atto omicida in sé, sia dalla convinzione di poter superare in astuzia la polizia.

L'incapacità di provare empatia con la sofferenza delle proprie vittime, altra caratteristica comune ai serial killer, è frequentemente descritta con aggettivi come psicopatica o sociopatica. Associata al sadismo e al desiderio di potere, essa può condurre alla tortura delle proprie vittime o a tecniche di uccisione che coinvolgono un supplizio prolungato nel tempo della vittima.

L'elemento di fantasia nei serial killer non deve essere sovraenfatizzato.

"Noi serial killer siamo i vostri figli, siamo i vostri mariti, siamo ovunque. E ci saranno molti dei vostri figli morti domani".

 - Ted Bundy -
Spesso iniziano a fantasticare sull'omicidio durante l'adolescenza o anche prima. Le loro vite immaginarie sono molto ricche e sognano ad occhi aperti in modo compulsivo di dominare e uccidere le persone, spesso con elementi molto specifici della fantasia omicida che diverranno evidenti nei loro crimini reali.

Alcuni assassini sono influenzati da letture sull'Olocausto e fantasticano sull'essere responsabili di campi di concentramento. Comunque in questi casi non è l'ideologia politica del nazismo ciò di cui godono o che li ispira, ma semplicemente l'attrazione per la brutalità e il sadismo della sua applicazione.

Altri godono della lettura delle opere del Marchese de Sade - dal cui nome deriva il termine "sadismo" - per via delle sue storie zeppe di stupri, perversioni, torture e omicidi. Molti fanno uso di pornografia, spesso del tipo violento che riguarda il bondage, anche se leggono pure riviste in cui vengono narrati veri casi di omicidio.

"Un clown può cavarsela con l'omicidio."

 - John Wayne Gacy -
Pogo il Clown
Altri possono essere affascinati ed eccitati da materiale meno discutibile come la Bibbia o l'Apocalisse.
Jeffrey Dahmer per esempio, era affascinato dal personaggio dell'Imperatore Palpatine de "Il Ritorno dello Jedi", tanto da comprare delle lenti a contatto gialle per poter somigliare al personaggio del film.

Data la natura morbosa, psicopatica e sociopatica della condotta criminale del serial killer, nella maggior parte dei processi l'avvocato difensore invoca l'infermità mentale. Questa linea di difesa fallisce però quasi sistematicamente nei sistemi giudiziari come quello degli Stati Uniti, in cui l'infermità mentale è definita come l'incapacità di distinguere bene e male nel momento in cui l'atto criminale si è consumato.

I crimini dei serial killer sono quasi sempre premeditati e il killer stesso trova non raramente la propria motivazione nella consapevolezza del loro significato morale.

"Mi piace uccidere le persone, perché è così divertente. E 'più divertente che uccidere la selvaggina nella foresta perché l'uomo è l'animale più pericoloso di tutti."

- Zodiac Killer -
Molti esperti sostengono che una volta compiuto il primo omicidio, è praticamente impossibile o comunque molto raro che un serial killer si fermi.

Recentemente questa posizione è stata ripresa in considerazione in quanto nuovi serial killer sono stati catturati grazie a mezzi come il test del DNA oggi a disposizione degli investigatori. In particolar modo i serial killer che sono stati catturati grazie a questi test sono proprio quelli che non sono in grado di controllare i propri impulsi omicidi. Così questi serial killer sono fortemente presenti nelle statistiche dei killer assicurati alla giustizia.

I criminologi e istituzioni come l'FBI identificano diversi tipi di serial killer. In generale sono classificabili in due grandi categorie: organizzati e disorganizzati.

Ma tutto questo farà parte del prossimo articolo.

Rate this posting:


Leave a Reply

- English is welcome too -